Quattro poesie composte e musicate da Mikis Theodorakis nel 1968 quando era agli arresti domiciliari nel villaggio di Vrachati.
Mikis
in prigione. Disegno di un compagno (1967)
SEI UN GRECO
Quello che fosti un tempo diventerai di nuovo,
devi diventarlo, ma devi piangere,
devi toccare il fondo dell’umiliazione, devi
scoprire, trasformarti,
e quello che fosti un tempo diventerai di nuovo.
SIAMO IN DUE
Siamo in due, siamo in due, sono suonate le otto.
Spegni la luce! Il guardiano bussa. Stasera verranno
ancora.
Uno davanti gli altri dietro
Poi il silenzio, e la musica continua.
Torturano due volte, tre volte, mille volte.
Tu soffri, io soffro, ma chi soffre di più?
Un giorno lo sapremo.
Siamo in due, siamo in tre, siamo in mille.
Cavalchiamo il tempo sotto la pioggia.
Il sangue secca sulla ferita, il dolore diventa
spasimo.
Il giustiziere, il liberatore.
Siamo in due, siamo in tre, siamo in mille.
Uno davanti gli altri dietro
poi il silenzio, e la musica continua.
MENZOGNE
Ti hanno raccontato molte menzogne,
oggi tornano ancora a dirti il falso
e domani altre menzogne ascolterai.
Menzogne ti raccontano i nemici
e gli amici ti nascondono la verità.
Una falsa gloria ti promettono i bugiardi
e gli amici ti cullano con false verità.
Dove credi di andare con sogni menzogneri?
È tempo di fermarti, è tempo di
cantare
tempo di piangere e di soffrire.
È tempo di vedere.
IL MATTATOIO
A mezzogiorno torturano nell’ufficio,
conto i colpi, misuro la sofferenza.
Sono una bestia che menano al macello
quest’oggi a te, domani tocca a me.
Stasera torturano Andreas sulla terrazza
conto i colpi, misuro il sangue.
Ci troveremo insieme di nuovo accanto al muro
tac-tac le tue dita, tac-tac le mie dita
che significa in questa lingua muta:
resisto bene, stai tranquillo, non cedo.
Comincia la sagra dentro i nostri cuori:
tac-tac fai tu, tac- tac rispondo io.
Profuma di timo il mattatoio
e nella nostra cella è un cielo color
sangue.
©