CD Assikiko Pulaki
1. SEGNATO DALL’AMORE
Ondeggia come un mare leggermente mosso
e levati come un venticello
dammi la vertigine, sparpagliami intorno
non prendere pena della mia vita.
Diventa fiamma che mi ristori
diventa mezzogiorno che mi accechi
segnato dall’amore
voglio pendere dai tuoi due occhi.
Aprimi come una casa vuota
e non temere il mio silenzio,
sussurra il tuo nome
e dormi alla frescura della mia ombra.
Sarò un frullar d’ali come un albero
come una cascata mi voglio sprecare,
segnato dall’amore
voglio pendere dai tuoi due occhi.
2. GUARDAMI NEGLI OCCHI
Il mondo è di carta, la gente è
fasulla,
ma la canzone lo sa che tu soffri.
Solamente al suo ritmo è legittimo
Nascondere indipendenza e saggezza.
Un passo e un altro passo
vecchi passi
il ballo si apre
come in un abbraccio.
Guardami negli occhi
batti il piede
dove lo batto io
tienimi forte stasera
se no mi getto allo sbaraglio.
Un po’ come un uccellino, un po’
come un prigioniero
la mia vita è tutta una sorpresa
ciò che ho perduto lo sento ancora più
mio e quello che ho non mi giova
e l’ho dimenticato.
3. AIVALI’
Ho visto in sogno Aivalì
e frammezzato a noi il mare lucente
sul quale camminavo come Cristo
e giunsi a casa inginocchiato.
Trovo due stranieri sotto il gelso, mamma,
che dormono come bravi bambini.
Tanta strada ho fatto per arrivare
e nemmeno un po’ d’ombra per riposare.
Ho rivisto in sogno Aivalì
e frammezzo a noi il mare lucente.
Nel suo specchio tutto sembrava vicino
case bastimenti e alte montagne.
Trovo una straniera, mamma, sotto i pioppi
che innaffia scure pianticelle.
Tanta strada ho fatto per arrivare
e nemmeno una foglia per ricordarti.
Ho visto in sogno una casa con il cortile
e frammezzo a noi tanto mare.
Per uscire sull’altra riva senza annegare
Diventerò un drago per bermelo tutto.
4. COME UN’ORFANA
I bottoni di madreperla
i ventagli e i pettini
tutto lasciarono a Cesme
sopra la vecchia consolle,
e una luna sempre uguale
su tutto il Mediterraneo
e una luna piena a Smirne e a Pergamo
come un’orfana.
Il roseto e il caicco
li legarono vicino alla casa
che se li prendesse la luna
per farli spuntare a Plomari.
5. LA CALATA DEI DORI
Una prigione – fino a qui come mi ci hanno
portato
una prigione, la mia vita è una prigione.
Senza sentenza, fino a qui come mi ci hanno portato
senza giudice, la mia vita è una prigione.
Prima di arrivare a parlare con Macriyannis
Ti ha messo in ginocchio una pallottola inglese.
Ci guardavi con uno sguardo malinconico
e pensavi, non credi? quanto poco è durato
il giorno.
Nelle piazze seduti l’uno accanto all’altro
la nostra solitudine predestinata
fu sigillata con uno sguardo malinconico
chi rivelerà il segreto alla nostra vita
perduta.
6. COME POSSO DIMENTICARE
Dalla mia vita non uscirai mai
Vita mia e vita mia due volte
gioia nel dolore e dolore nelle gioie
come posso dimenticare, come posso dimenticare.
I grandi occhi che mi accarezzarono
le tue mani che mi strinsero
e tutte quelle parole che non arrivai a dire.
A un pozzo profondo dirò quanto ti amo.
Dal mio corpo non uscirai mai
corpo mio e corpo mio due volte
gioia nel dolore e ferita nelle gioie
come posso dimenticare, come posso dimenticare.
7. NAUFRAGO
Questa notte la vivrò
come un naufrago su di un’isola
senza speranza di cavarmela
visto che tu l’hai stabilito
Tu sei la fame che mi consuma
sei la sete dentro il mio corpo
sei allucinazione e follia
sei il sale nella ferita.
Questa notte la vivrò
come se fossi colui che tu ami
e tu al posto mio
mi vorrai come ti voglio io.
8. TABACCHIERA D’ARGENTO
Tabacchiera d’argento nel cassetto di mio padre,
ricordo i trinciati forti di Lamia
il fumo azzurrognolo dell’esilio.
Vita misteriosa, dove vai
cuore digiuno che non ti sazi.
Accanto all’orologio d’oro
un combolòi di vermeille
i suoi grani risento uno ad uno
nella tazza del caffè una tempesta.
Cuore digiuno che non ti sazi
vita misteriosa, dove vai.
9. “ASSIKIKO PULAKI” - INTREPIDO UCCELLINO
Smirne è in fiamme e negli occhi ho il
suo fumo,
che aspetta il cielo a mandare giù una
pioggia,
una bambina in una vecchia fotografia
anni e anni piangerà i morti di ciascuno.
Tagliate le strade, anche il mare è una
trappola,
ci sarà pure da qualche parte un sospiro,
un abbraccio,
adesso è pieno di bastimenti dei Franchi
e di marinai stranieri di guardia alle scale.
Intrepido uccellino con un’aluccia sola
dove hai trovato un albero per nasconderti,
un posto dove stare.
Intrepida canzone, garofano, ferita,
un lamento ti generò e diventasti grido.
Vita che trema come il pesce sulla sabbia
chi raccoglierà i bambini sulle strade
Briganti li rapiscono e Pilati li giudicano
per venderli atterriti sul mercato.
Case bruciate e una scintilla nel cuore
ma la Grecia è come sempre lontana.
Chi sfugge al fuoco e al ferro
Troverà una mamma con sentimenti di matrigna.
10. LE STRADE DELL’ARCANGELO
A Mikis in contraccambio
Ali d’oro, bizantino il mio sguardo
arcangeli danzavano nel sangue
ed un canto dentro la mia voce
per me cercava una via di fuga dal pericolo.
Giannina, Tripoli e Sira
mia bella porpora impolverata,
Chio, Cefalonia e Mitilene
il mio destino è una Grecità marittima.
Di bronzo è il canto sulle nostre labbra
nulla ancora l’ha fatto tacere.
Pazza stirpe che piange e ride
con un assillo dorme e si risveglia
di seminare a grano i mari
per farne una mietitura di perle.
Giannina, Tripoli e Creta
Mia radice scoperta è il monte Psiloriti
Zàtuna e isole del turbamento
Misteriosa mia vena della Ionia.
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