MAUTHAUSEN

Poesie  di  Iakobos  Kampanelis





Mikis & Kampanelis (1999. Photo Guy Wagner)
 

Ciclo di quattro canzoni composte da Theodorakis su versi del poeta I. Kampanelis, che deportato a Mauthausen dove rimase per ben quattro anni, si ispirò ad episodi e personaggi reali.
 


 

CANTICO  DEI CANTICI

Era bello e dolce il mio amore col suo vestito bianco della festa e un fiore rosso tra i capelli.
Nessuno può sapere quanto fosse bella!
Ragazze di Auschwitz, ragazze di Dachau, avete visto il mio amore?
L’abbiamo vista in quel lungo viaggio ma senza il suo vestito bianco
né il fiore rosso tra i capelli.
Era bello e dolce il mio amore coi suoi capelli lunghi e neri
cresciuti tra le mie carezze.
Nessuno può sapere quanto fosse bella!
Ragazze di Mauthausen, ragazze di Belsen, avete visto il mio amore?
L’abbiamo vista in uno spiazzo nudo, un numero marchiato sulla mano e una stella gialla sopra il cuore.
Era bello e dolce il mio amore coi suoi capelli lunghi e neri
cresciuti tra le mie carezze.
Nessuno può sapere quanto fosse bella!


 

ANTONIS

Là sulla scala grande, sulla scala dei pianti.
Là nella cava profonda, nella cava dei pianti.
Ebrei e partigiani marciano, Ebrei e partigiani cadono
con una roccia sulle spalle da portare,
con una roccia sulle spalle, croce di morte.
Là, Antonis una voce un grido ascolta:
“ O Kammarat, o Kammarat aiutami a salire la scala “.
Ma là sulla grande scala, la scala dei pianti aiutare è un insulto,
rifiutare una maledizione.
L’ebreo cade sulla scala, e la scala si tinge di rosso.
“ Tu mio prode, vieni qui e doppio peso porta!
Ne porto due, ne porto tre, io mi chiamo Antonis,
se sei un uomo vieni qui , raccogli la mia sfida!


 

L’EVASO

Ad un prigioniero del nord il filo spinato non va giù,
si fa coraggio, mette le ali e vola via per la campagna.
Donna, puoi darmi da mangiare, vestiti per scappare.
Molta è la strada che ho da fare, ho fiumi e monti da varcare.
Ma dove arriva il prigioniero, paura semina e terrore.
Corre di bocca in bocca una voce:
pericoloso è quell’evaso, è pericoloso quell’evaso.
Cristiani, vi scongiuro, non sono un assassino!
Sono fuggito dall’Inferno per tornare a casa mia,
per tornare a casa mia.
Che grande deserto la terra di Bertolt  Brecht!
Il prigioniero è consegnato alla Gestapo che l’uccide.


 

QUANDO  FINIRA’ LA  GUERRA

Ragazza mia dagli occhi spaventati,
ragazza dalle mani infreddolite,
quando finirà la guerra non dimenticarmi.
Gioia del mondo, aspettami al cancello.
Ci baceremo in mezzo alla strada,
ci abbracceremo nella piazza.
Ragazza mia dagli occhi spaventati,
ragazza mia dalle mani infreddolite,
quando finirà la guerra non dimenticarmi.
Faremo l’amore nella cava, nelle camere a gas,
davanti alle mitragliatrici, sulla scala.
Ragazza mia dagli occhi spaventati,
ragazza mia dalle mani infreddolite,
quando finirà la guerra non dimenticarmi.
Faremo l’amore a mezzogiorno,
in tutti i luoghi della morte
finchè anche l’ombra ne venga cancellata.
Ragazza mia dagli occhi spaventati,
ragazza mia dalle mani infreddolite,
quando finirà la guerra non dimenticarmi!
 

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